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Ci sono momenti, durante il percorso di un’azienda, in
cui ci si accorge che non sempre la strada scorre come dovrebbe, si è un po’
confusi su dove andare e forse, per la dimensioni raggiunte, la struttura che ci
si è dati lungo il cammino è funzionale agli obiettivi. Sono momenti in cui si
vorrebbe, almeno per un periodo, un compagno di viaggio, qualcuno che aiuti a
confermare che lsi è sulla strada giusta, qualcuno con cui confrontarsi, con cui
parlare.
Questo è il ruolo della consulenza organizzativa e ogni
intervento serio non può che partire da un’analisi organizzativa. Si tratta di
chiedere, attraverso dei Focus Group, non solo all’imprenditore, ma anche alle
persone chiave e a molte altre figure aziendali, come vedono l’azienda, quali
sono i fattori critici, come vivono l’azienda, quale clima si respira, quale
cultura caratterizza ed influenza i comportamenti aziendali, come funziona la
macchina produttiva, quali sono i macro processi fondamentali, come è veramente
organizzata la struttura aziendale, per capire le problematiche da tutti i punti
di vista e quali sono le principali leve su cui
agire.
Senza analisi organizzativa non si può neppure pensare
di ipotizzare una strada, ma una volta capito e condiviso il risultato
dell’analisi, tutto diventa più chiaro, ed è più facile capire come orientarsi.
Dopo l’analisi organizzativa infatti è possibile iniziare a identificare il
percorso ottimale che l’azienda può intraprendere, un riorientamento strategico per capire
veramente dove si vuole andare e quali sono i passi necessari per attrezzarsi ad
arrivare. Si può procedere con un ridisegno
organizzativo per identificare i ruoli, posizioni, definire le
responsabilità e i confini, per rendere più scorrevoli ed efficienti i
meccanismi di funzionamento aziendale, magari attraverso la reingegnerizzazione dei flussi informativi.
Oppure, un’azienda che, lavorando in modalità strettamente funzionale ha
raggiunto certe dimensioni, si trova davanti alla necessità di mappare i processi per implementarli e
ottimazzarli. Oppure l’azienda si rende conto di dover gestire innovazioni e
conoscenze fondamentali per il suo business, legate a persone che non si
riconoscono più nell’azienda e che non riescono più a trovarne fonte di
motivazione e ispirazione. È il momento di introdurre, quindi, altri metodi di
gestione basati sulla soddisfazione delle persone e sul premio al loro lavoro,
attraverso sistemi di valutazione
e modelli di
competenze. O, più semplicemente, ci si rende conto che è necessario
preparare in anticipo le persone che un giorno dovranno prendersi la
responsabilità di portare avanti le cose.
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